Il Travertino
 

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India: graniti e non solo
Il paese più grande produttore di granito ha molte altre sorprese nelle sue viscere

L’India ha una grande tradizione data secoli di monumenti e costruzioni in pietra naturale.
Una delle sette meraviglie del mondo il Taj Mahal a Agra è oggi un testimone che sfida il tempo con la bellezza dei suoi marmi indiani.
I visitatori del paese sono meravigliati dal numero di palazzi, fortificazioni, monumenti o semplici costruzioni che usano la pietra locale con squisiti rilievi e decorazioni.
Anche mercatini e laboratori offrono gioielli in pietra e souvenirs con intricate composizioni e intagli eseguiti da abilissimi artigiani.
La tradizione architettonica della pietra continua anche ai notri giorni. In India, il consumo interno annuo di pietra naturale supera US$1.250 milioni. Oltre il 27% della pietra prodotta nel mondo proviene da questo Paese che si pone al 3° posto nell’export mondiale con circa il 10% del mercato mondiale. I maggiori importatori di pietra indiana sono USA, Italia, Taiwan, Giappone, Germania e Cina.
L’attività estrattiva è sparsa nel paese, a seconda della configurazione geologica. I marmi, le pietre calcaree e le arenarie sono diffuse prevalentemente nelle regioni del nord-ovest mentre i graniti sono distribuite nella penisola e nel sud.
L’India è il più importante esportatore di graniti sia grezzi che di prodotti lavorati e conta su più del 20% delle risorse mondiali. Le riserve di granito sono stimate a più di 1.690 milioni di m3; mentre le riserve di marmo sono stimate a circa 1.200 milioni di tonnellate di cui il 91% è nel Rajasthan. Le riserve di arenaria son stimate a circa 500 milioni di tonnellate.
Una grande quantità di cave e laboratori lavorano ancora manualmente, però negli ultimi anni c’è stato un crescendo nella meccanizzazione e nell’aggiornamento tecnologico. Un numero sempre maggiore di aziende stanno introducendo nuove tecnologie; non solo stanno importando macchine per la lavorazione provenienti da paesi quali l’Italia, ma molte macchine e delle tecnologie vengono sviluppate direttamente in India per l’industria del marmo nazionale.


OSNET: le pietre naturali in rete
L’Unione Europea si muove per difendere la pietra naturale

Nell'ambito del 5° Programma quadro per la crescita competitiva e sostenibile, l’Unione Europea sta finanziato OSNET (Ornamental and Dimensional Stones Network), una rete telematica per fronteggiare i problemi del settore delle pietre ornamentali mettendo insieme industrie, università, istituti di ricerca di diversi Paesi europei, pronti a "mettere in rete" le proprie conoscenze ed esperienze.
Essere leader sul mercato significa essere competitivi. Non è facile però per la pietra naturale, soprattutto in un momento, come quello odierno, in cui la concorrenza di prodotti ceramici oppure di prodotti non controllati è particolarmente agguerrita.
La rete OSNET è stata articolata in sei settori proprio per coprire tutte le esigenze e cercare di trovare delle soluzioni alle problematiche del cavatore fino a quelle dell'utilizzatore finale. Tali settori ricalcano infatti le fasi del processo di lavorazione della pietra naturale e sono così denominati: 1. attività di cava; 2. lavorazione; 3. caratterizzazione della pietra naturale; 4. strumenti ed attrezzatura; 5. valutazione del rischio, sicurezza e ambiente; 6. trasferimento tecnologico.
Il settore che meglio si adopera a tale scopo è quello della "caratterizzazione della pietra naturale", che attua una politica di qualificazione dei prodotti, partendo dalla divulgazione delle tecnologie disponibili oppure impiegate, dei risultati ottenuti pubblicizzandoli attraverso studi, meeting informativi, seminari.


Giordania: pietra antica e moderna
Aumenta la domanda per i materiali di pietra naturale del Paese, specialmente travertino

La Giordania vanta un’antichissima tradizione nell’uso della pietra come testimonia Petra, l’antica e affascinante città scavata nella pietra, che continua a richiamare folle di turisti e di appassionati dell’archeologia. In questi ultimi anni, il Paese sta sviluppando in modo straordinario il proprio settore lapideo soprattutto grazie ai recenti accordi con gli USA e l’UE, che hanno aperto i rispettivi mercati, e attraverso l’attività promozionale verso l’estero nelle fiere internazionali e con incontri specializzati.
Il settore lapideo giordano è composto da circa 600 aziende, soprattutto piccole, che generano lavoro per circa 3.000 persone con un prodotto annuale di quasi 47 milioni di US$. L’export nel 2000 ha superato US$ 1,3 milioni, soprattutto verso alcuni paesi vicini quali Israele, Arabia Saudita e quelli del Golfo Persico. JOSTONE, l’associazione dei produttori giordani, sta ora mirando ai mercati europei, degli Stati Uniti e del Far Est e sta portando i propri prodotti nelle più importanti fiere internazionali in Europa e USA.
Jordon Valley Travertine L’importazione dall’Europa di strumentazione per la lavorazione della pietra, in crescendo da almeno 10 anni, ha permesso una crescita del 250% nella produzione lapidea degli ultimi tre anni. Grazie al programma di aiuti dell’UNIDO, molti produttori di pietre lavorate hanno potuto investire nelle ultime tecnologie e in macchinari con l’opportunità di migliorare la qualità della lavorazione per raggiungere gli standard e le specifiche delle norme internazionali.
In Giordania ci sono alcuni interessanti giacimenti di materiali quali: le pietre calcaree beige di Ajloun e di Hallabat e quella grigia di Karak, il travertino della Valle del Giordano. Ci sono altri materiali che devono ancora essere sviluppati per essere introdotti nei mercati, ma l’industria del settore sta progredendo grazie anche agli imput tecnologici e al know-how di paesi quali l’Italia.


Cina: enorme crescita del settore lapideo
Il paese è diventato il produttore più importante a livello mondiale


Negli ultimi 10 anni la Cina è diventata uno dei più importanti Paesi produttori di Pietra. Dal 1994 al 2000 lo sfruttamento delle cave di pietra naturale è aumento del 40%. Il volume della pietra da cava era nel 2000 di 10,25 milioni di tonnellate, aumentato del 12,2% rispetto al 1999.
La performance del Paese nel 2000 è stata notevole: il valore della produzione globale – produzione grezza e prodotti lavorati – ha raggiunto 1.21 miliardi di dollari USA.
Alla fine del 2000 la produzione annuale cinese di pietra ha conquistato il primo posto nel mondo.
Il rapido sviluppo dell’industria della costruzione in Cina ha significato anche l’aumento dell’utilizzo dei prodotti della pietra. Nel 2000 il consumo era aumentato del 53,6% rispetto al 1994. Il consumo di prodotti lapidei nel 2001 ha raggiunto 100 milioni m2 facendo diventare il Paese uno dei mercati più grandi per il settore seguito da Italia, Germania, USA, Spagna, Giappone.
Sebbene il consumo pro-capite di prodotti lapidei sia molto più basso della media mondiale, se si considera i numeri della popolazione cinese ci si può rendere conto dell’enorme potenziale di espansione dell’industria del settore. Il rapido sviluppo dell’industria della pietra ha fatto della Cina uno dei più importanti importatori di macchinari per cave e per la lavorazione. Nel 1993 la Cina ha speso 10 milioni di dollari USA nell’importazione di macchine dall’Italia. Nel 2000 le importazioni hanno raggiunto 12 milioni di dollari.
La stabilità dello sviluppo economico della Cina ha contribuito non poco al veloce aumento dell’industria lapidea. Secondo dati forniti dall’Associazione Cinese dell’Industria dei Materiali Lapidei, entro il 2010 in Cina saranno spesi circa 25 milioni di dollari dal settore delle costruzioni per prodotti lapidei. Previsioni per i prossimi 10 anni (a partire dal 2001) indicano che in Cina saranno costruiti 5 miliardi di m2 di case e 1 miliardo di m2 di edifici commerciali.
Nel passato, la Cina è stata un importante paese esportatore di materiale grezzo di granito. Negli ultimi anni, invece sempre di più imprese si sviluppano per fornire prodotti finiti e investono nella produzione di tecnologie. Marmi e graniti sono estratti, tagliati e lavorati per diventare lastre, mattonelle, sculture, colonne, sfere o altri pezzi di decorazione pronti per essere esportati.
Molte ditte cinesi anzi importano blocchi dall’Europa per poi lavorarli localmente (un operaio del settore costa tra 50 e 80 € al mese) ed esportare prodotti finiti con valore aggiunto invece che come materia prima.


Consumo lapideo in crescita

Nel 2002, l'impiego mondiale di materiali lapidei è pervenuto a 736 milioni di metri quadrati, riferiti allo spessore convenzionale di cm. 2, contro i 708 milioni. dell'anno precedente, ascrivendo un aumento del quattro per cento. Le crescite più significative sì sono avute nell'ambito extra-europeo, a cominciare dalla Cina, che ha consolidato la propria "leadership" anche nell'ambito dei consumi, che invece hanno segnato il passo quasi senza eccezioni, nell'ambito UE. Significativo è stato, nonostante la congiuntura difficile, anche l'incremento nordamericano
( 09/04/2003 - fonte ACIMM-ANAMP)


Risultati positivi per l’industria lapidea del Brasile.

L’export del Paese in questo settore è aumentato del 16.2% in valore e dell’11.2% in volume raggiungendo $79.5 milioni di dollari USA e 297.6 milioni di tonnellate.
L’export di materiale lavorato è cresciuto del 67.7% nel primo quadrimestre del 2003 in confronto del 62.6% nello stesso periodo del 2002. Per categorie quali le lastre di granito lucidate l’export ha totalizzato $41.3 milioni di dollari US realizzando il 51.9% del totale delle esportazioni. Per i prezzi di vendita di questi prodotti è stata riscontrata una discesa in media del 4%.
Il maggior mercato di destinazione delle lastre di granito e dei prodotti d’ardesia del Brasile sono gli Stati Uniti che assorbono più del 50% del totale esportato. I principali compratori di granito in blocchi sono Cina e Italia; l’Italia è il più importante importatore di lastre di quarzite.


TUTTO ESAURITO PER IL 38° MARMOMACC

Gli espositori sono già oltre 1.300, provenienti da una cinquantina di Paesi che occuperanno una superficie netta di più di 60mila metri quadrati. 50 le aziende in lista d’attesa. Intensa l’attività promozionale in campo internazionale, con iniziative in Asia e negli Stati Uniti. Incontri con i grandi progettisti italiani ed esteri L’elenco dei vincitori del prestigioso Premio Internazionale Architetture di Pietra 2003

 
Le Aziende

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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